martedì 20 novembre 2007

L'aborto selettivo in Cina

Di tutti i crimini commessi contro il creato e contro l'umanità questo è fra i più vergognosi (ogni commento è superfluo)!

Le immagini che seguono sono estremamente dure, ma è doveroso mostrarle perchè fatti così gravi non possono e non devono passare inosservati.

Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.

Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.

La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.

Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè.

Automobili e biciclende passano gettando fango sul cadaverino.



Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione.

Le neonate fanno parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.
L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato: "Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici."

Questa persona ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno.

"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano però nessuno faceva nulla...
Ho scattato queste foto perchè era una cosa terribile...
I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che per la piccina..."
In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.

Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.

I metodi usati, però, causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.

Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono pressioni tali allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto".
Questi squadroni catturano le donne "illegamente incinte" e le tengono in carcere finchè non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.

In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, nè ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i prorpi "figli illegali"ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.
Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo il matrimonio e ciò le rende un vero e proprio peso.
Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.

Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.
Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.

L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro. Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanotrofi.

Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.

Alla fine,un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.

1 commento:

Giusy ingui ha detto...

è straziante, l'avevo già visto su youtube, è sconvolgente!!!!
Grazie per ricordare a tutti che inferno c'è qua giù, e nessuno se ne accorge!!!
poveri noi!
Cmq la speranza è l'ultima a morire!
ciao da Fortunata Giusy