<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818</id><updated>2011-04-21T21:33:53.822-07:00</updated><title type='text'>Chiara</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-4926391404634264489</id><published>2008-01-08T03:26:00.000-08:00</published><updated>2008-02-06T16:00:23.604-08:00</updated><title type='text'>Il fenomeno Winx</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ntss9qSiIcU&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Ntss9qSiIcU&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sei fatine del Regno di Magix, al centro di un giro d'affari pari ad un miliardo di dollari, hanno incantato e continuano ad affascinare milioni di fans in tutto il mondo. Tv, cinema, web, cellulari, fumetti: non c'è settore dell'industria dell'intrattenimento che non sia stato contagiato dal &lt;em&gt;&lt;/em&gt; fenomeno Winx. Dal 2004 ad oggi sono state prodotte 3 serie, l'ultima delle quali avrebbe visto le 6 esperte in arti magiche della scuola di Alfea conseguire il diploma di Fate Guardiane. In seguito al successo di pubblico riscosso, quella che doveva essere la trama dell'intero serial si è trasformata in un semplice prologo, data la volontà degli autori di cimentarsi nella produzione di una quarta (e chissà quante altre) serie, che andrà in onda tra poco più di un anno, dopo l'uscita del secondo film di animazione. Non si sa per quanto tempo ancora queste splendide fatine stregheranno il mondo con i loro folti capelli, gli abiti alla moda e le ali ma, a giudicare dai risultati raggiunti, le prospettive sembrano più che rosee.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-4926391404634264489?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/4926391404634264489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=4926391404634264489' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/4926391404634264489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/4926391404634264489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/blog-post.html' title='Il fenomeno Winx'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-1957869674852474293</id><published>2008-01-08T01:58:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T02:23:40.430-08:00</updated><title type='text'>USA: terra di forti contraddizioni. Produttività, prosperità mondiale e giustizia.</title><content type='html'>&lt;a href="http://maigret.blog.kataweb.it/files/photos/uncategorized/dollaro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://maigret.blog.kataweb.it/files/photos/uncategorized/dollaro.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Da ben 90 anni l’economia statunitense traina il mondo. Stando a questo dato viene da chiedersi come abbiano fatto gli USA a divenire il primo PIL del pianeta, il quarto per abitanti. La risposta va ricercata innanzitutto nel forte consumismo presente all’interno dei paesi che ne fanno parte: la crescita è alta e l’economia gira grazie alla spesa delle famiglie (i 2/3 del PIL, infatti, dipendono dai consumi familiari).&lt;br /&gt;L’alto livello di sviluppo raggiunto è strettamente legato alle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, all’assenza di corporazioni che ha aperto le porte alle liberalizzazioni e alla straordinaria capacità di lavoro dei cittadini.&lt;br /&gt;Ma un passato tanto fulgido sembra stia per cedere il passo ad una contrazione dell’attività economica: gli esperti ipotizzano che nel 2008 l’economia statunitense subirà una brusca frenata.&lt;br /&gt;Le ragioni di tale inversione di tendenza vanno ricercate in più eventi: il crollo della borsa americana tra il 2000 e il 2002 (periodo in cui l’indice NASDAQ è precipitato da 5.400 a 1.300 punti per via delle speculazioni degli anni ’90 intorno alle Dot-com, società di servizi informatici), l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 (l’unico attacco subito dagli USA all’interno del loro territorio, se si eccettua la distruzione della base marina di Pearl Harbor) e, più recentemente, la crisi dei mutui, che ha avuto pesanti ripercussioni su tutte le borse e i sistemi bancari mondiali.&lt;br /&gt;A ciò si aggiunga che la produttività e la prosperità degli USA da record nascondono un’altra faccia della medaglia: quella degli oltre 35 milioni di persone (il 12,1% della popolazione) che nel 2006 hanno sofferto la fame, quella dei 12 milioni di clandestini  e degli squilibri sociali. A pagare il conto delle sempre crescenti disuguaglianze è la classe media. Basti pensare che se nel 1980 lo stipendio di un manager era 40 volte superiore a quello del dipendente standard, nel 2002 tale divario ha raggiunto quota 435.&lt;br /&gt;Un’altra grossa falla nel sistema americano va ricercata nell’assistenza sanitaria pubblica, che copre il 20% degli americani con Medicare (over 65) e Medicade (poverissimi). Su una popolazione di 302 milioni di abitanti, 47 milioni, ovvero un terzo dei lavoratori al di sotto dei 65 anni, non hanno assistenza. Attualmente la spesa sanitaria è pari al 16% del PIL e, se non fosse per lo strapotere delle case farmaceutiche e delle assicurazioni che bloccano le riforme, si riuscirebbe sicuramente a garantire un servizio di gran lunga migliore.&lt;br /&gt;La ciliegina sulla torta è data da un’agghiacciante verità: il presidente Bush ha posto il veto per l’assistenza a 4 milioni di bambini poveri che, nel 2007, sarebbe ammontata a 7 miliardi… bazzecole per un paese che spende ogni mese 10 miliardi per la guerra in Iraq e in Afghanistan!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-1957869674852474293?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/1957869674852474293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=1957869674852474293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1957869674852474293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1957869674852474293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/usa-terra-di-forti-contraddizioni.html' title='USA: terra di forti contraddizioni. Produttività, prosperità mondiale e giustizia.'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-1647702026448784371</id><published>2008-01-08T01:54:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T13:28:37.621-08:00</updated><title type='text'>Cina: potenza sempre più super. Il gigante giallo è il nuovo motore del mondo. Ma che ruolo avranno le sue tante contraddizioni?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.webster.it/data/images/BIT/694/9788883636943p.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.webster.it/data/images/BIT/694/9788883636943p.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Altra crescita record per la Cina nel 2007. La nuova potenza economica deve gran parte della sua fortuna all’apertura nei confronti del mercato globale (con l’ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio alla fine del 2001). Le cifre che la interessano parlano chiaro: primo esportatore al mondo di prodotti &lt;em&gt;high tech&lt;/em&gt;, seconda destinazione (dopo gli Stati Uniti) dei capitali mondiali, terzo PIL al mondo e terzo paese per investimenti in ricerca e sviluppo (dopo USA e Giappone). E ancora: conta su cento milioni di potenziali turisti, esporta in America programmi e didattica, incorona d’alloro le teste di più di quattro milioni di studenti universitari ogni anno.&lt;br /&gt;Le economie dei paesi occidentali subiscono lo smacco dell’ingresso dei prodotti made in China all’interno dei loro mercati, mentre i consumatori ringraziano il gigante giallo di aver esportato disinflazione, fornendo una gamma infinita di prodotti a basso costo e costringendo i produttori occidentali a ridurre i prezzi.&lt;br /&gt;La Cina, però, non è solamente una nazione ricca di risorse naturali, il secondo produttore al mondo di auto e camion, il paese che conta 200 milioni di redditi medio-alti, in cui 70 milioni di abitanti viaggiano on line sui propri pc, 200 milioni dispongono di tv via cavo e cellulari e si laureano 1.5000.000 ingegneri l’anno. Sull’altro piatto della bilancia occorre, infatti, mettere tante drammatiche realtà: soltanto poco più del 10% del suo territorio può essere coltivato, il clima prevalentemente monsonico determina la carenza di acqua, su un terzo del territorio cadono piogge acide, ogni anno muoiono per lo smog 750 mila persone, dieci delle città più inquinate del mondo sono cinesi e viene imposto l’aborto selettivo.&lt;br /&gt;Per comprendere meglio le contraddizioni di questo colosso bastano pochi dati:  il 17% dei cinesi è poverissimo (vive cioè con meno di 1 dollaro al giorno), 318 milioni vivono con meno di 2 dollari al giorno, 28 milioni sono disoccupati e non percepiscono alcuna forma di denaro dal governo di Pechino, 800 milioni non hanno diritto alla pensione e il numero di cinesi che emigrano è talmente elevato che la loro è considerata la più grande diaspora al mondo.&lt;br /&gt;Ma quale sarà il destino di un paese (caratterizzato da tali contraddizioni) i cui ritmi di crescita si attestano al limite del potenziale della produzione e la cui economia è sostenuta esclusivamente dagli investimenti esteri?&lt;br /&gt;Per vincere la sfida di rivestire il ruolo di nuova potenza egemone mondiale la Cina deve porsi importanti obiettivi, primi fra tutti il sostegno dei consumi privati interni e l’imposizione di un ritmo di crescita sostenibile, sia dal punto di vista umano che da quello ambientale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-1647702026448784371?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/1647702026448784371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=1647702026448784371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1647702026448784371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1647702026448784371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/cina-potenza-sempre-pi-super-il-gigante.html' title='Cina: potenza sempre più super. Il gigante giallo è il nuovo motore del mondo. Ma che ruolo avranno le sue tante contraddizioni?'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-3834775179949981358</id><published>2008-01-08T01:50:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T03:37:43.921-08:00</updated><title type='text'>L'Italia cresce meno dell'Eurozona, siamo sempre più un peso per l'Unione Europea. Quali le cause di tale arretratezza economica?</title><content type='html'>&lt;a href="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:TGgH3k_F1xXSZM:http://www.provincia.roma.it/UploadImgs/1187_20070129NeWsEuropa2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:TGgH3k_F1xXSZM:http://www.provincia.roma.it/UploadImgs/1187_20070129NeWsEuropa2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Per via di una serie di problemi che ci trasciniamo dietro da anni, l’Italia rappresenta l’ultima ruota del carro trainato dall’Unione Europea. Che fare? Abbattere il debito, ridurre la pressione fiscale, diminuire e qualificare la spesa pubblica (allineando la spesa primaria a quella dell’Unione Europea)? &lt;br /&gt;Il Commissario Europeo Almunia è preoccupato della debolezza del prodotto interno lordo italiano e del livello del debito pubblico. A ciò si aggiunga che le aspettative sulla crescita 2008 previste in primavera si attestavano al +1,7%, ma in autunno sono diminuite fino al +1,4%. Tale panorama mette in luce una drammatica verità: la crescita italiana prevista per l’anno venturo sarà la più bassa di tutta la zona euro e tra le più basse di tutta l’Unione Europea. &lt;br /&gt;Per poter dare avvio ad un reale periodo di crescita occorrerebbe avviare un’azione ramificata all’interno del nostro sistema economico: ridurre il deficit, puntare sui consumi interni, migliorare il sistema assistenziale e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, riformare le relazioni industriali a livello contrattuale, rilanciare i consumi, investire nell’istruzione, riformare scuola e università.&lt;br /&gt;Ma prima di concentrarsi sui provvedimenti da prendere al fine di permettere alla nostra economia di risollevarsi, occorre focalizzare l’attenzione sulle cause che hanno determinato la situazione in cui versiamo oggi. Evasione fiscale, ritardo del S&lt;br /&gt;ud, carenze nel sistema istruzione-formazione, scarsa competitività, pochi investimenti in ricerca e sviluppo, pesante cuneo fiscale: queste, purtroppo, le caratteristiche del nostro sistema economico. E in più occorrre rammentare che siamo il solo paese dell’Unione Europea che debba destinare il 5% del PIL al servizio del debito: ciò significa che ogni anno spendiamo 70 miliardi solamente per pagare gli interessi. &lt;br /&gt;Ma da cosa dipende tutto ciò? Probabilmente la risposta andrebbe ricercata all’interno dei problemi strutturali che affliggono l’Italia. Le riforme strutturali sono estremamente importanti per consentire di migliorare la possibilità di procedere con la crescita. Fra il 1986 e il 2002 abbiamo assistito al succedersi di 32 riforme, le quali hanno modificato solo marginalmente il funzionamento dei sistemi di welfare, non intervenendo a livello strutturale.&lt;br /&gt;Credo che la chiave di volta della questione stia proprio qui: occorre lavorare per migliorare il sistema partendo dalla sua base. Il primo investimento da fare dovrebbe essere quello di puntare sul capitale umano. Istruire, istruire, istruire. Conseguentemente offrire la possibilità reale di poter mettere il proprio sapere al servizio della nazione stessa, e dare così un brusco arresto al cosiddetto fenomeno della “fuga dei cervelli”. Dobbiamo prestare maggiore attenzione alle nostre potenzialità!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-3834775179949981358?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/3834775179949981358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=3834775179949981358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/3834775179949981358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/3834775179949981358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/litalia-cresce-meno-delleurozona-siamo.html' title='L&apos;Italia cresce meno dell&apos;Eurozona, siamo sempre più un peso per l&apos;Unione Europea. Quali le cause di tale arretratezza economica?'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-856924906727920514</id><published>2008-01-08T01:47:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T13:30:12.366-08:00</updated><title type='text'>Globalizzazione: sinonimo di progresso o di omologazione? Una panoramica sulla situazione attuale. E domani?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.isit100.fe.it/studenti/percorsi/04-danielatartarini/globalizzazione.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.isit100.fe.it/studenti/percorsi/04-danielatartarini/globalizzazione.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;La globalizzazione, il &lt;em&gt;leitmotiv&lt;/em&gt; dell’epoca che stiamo vivendo, permea di sé l’intero panorama attuale: dalla politica all’economia, dalla produzione ai commerci, agli scambi. Una grande eco che rimbalza da un angolo all’altro del cosmo e che sta rapidamente modificando consuetudini, metodi produttivi, relazioni internazionali. Quelli che un tempo potevano essere i problemi interni di uno stato o di una regione oltrepassano oggi confini geografici e politici. Ciò determina una serie di reazioni a catena, spesso destabilizzanti soprattutto a livello finanziario, difficili da arrestare.&lt;br /&gt;Un impulso determinante a tale processo va ricercato nelle nuove scoperte tecnologiche e nel miglioramento dei trasporti.&lt;br /&gt;I mercati finanziari sono più ravvicinati, il fenomeno dell’outsourcing (delocalizzazione dell’attività produttiva) interessa un numero sempre crescente di aziende, le culture e gli stili di vita di regioni distanti fra loro si sovrappongono: ecco il volto attuale della globalizzazione. Ma nel momento stesso in cui si corre il rischio di associare sempre più il termine globalizzazione a quello di omologazione, ecco emergere una nuova controtendenza, figlia della stessa globalizzazione, ma dal punto focale opposto: la rivalutazione del “&lt;em&gt;local&lt;/em&gt;”. Grazie alle recenti applicazioni che il computer e l’informatica hanno avuto nel campo dell’informazione e della comunicazione è oggi possibile sottoporre all’attenzione mondiale questioni che, senza il massiccio utilizzo della rete Internet, sarebbero rimaste isolate. Tutto ciò determina la nascita di forme di aggregazione che coinvolgono persone o regioni fisicamente distanti ma accomunate dagli stessi problemi o dalle stesse caratteristiche. &lt;br /&gt;A fronte di tale progresso e sviluppo, sta però divenendo sempre più netta la linea di demarcazione fra paesi ricchi e paesi poveri. Oggi non è più sufficiente mettere in atto una politica di assistenza e di aiuto nei confronti di quelli che vengono considerati i paesi in via di sviluppo. Non basta dotarli dei nuovi ritrovati informatici perché possano imboccare la strada che conduce al benessere, ma occorre investire sul capitale umano, dando avvio a processi di informazione e di educazione.&lt;br /&gt;La globalizzazione porta oggi il mondo a parlare un’unica lingua, fatta di problemi comuni alla maggior parte dei paesi. Ed è proprio l’universalità delle questioni da risolvere che ci indica la strada da battere: occorre sensibilizzare tutti i popoli ai temi che occupano un ruolo primario all’interno dell’agenda globale: inquinamento, democrazia, pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-856924906727920514?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/856924906727920514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=856924906727920514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/856924906727920514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/856924906727920514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/globalizzazione-sinonimo-di-progresso-o.html' title='Globalizzazione: sinonimo di progresso o di omologazione? Una panoramica sulla situazione attuale. E domani?'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-1185766302575893053</id><published>2008-01-08T01:38:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T13:32:57.924-08:00</updated><title type='text'>Italia: il paradiso degli immigrati. Intervista ad un egiziano che vive a Roma da 3 anni.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/home/immigrazione/comun_interculturale/progetti/06Italiaxtutti/Par1_logo_dove/tx_italia_per_tutti_medium.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/home/immigrazione/comun_interculturale/progetti/06Italiaxtutti/Par1_logo_dove/tx_italia_per_tutti_medium.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Attualmente il numero di immigrati presenti in Italia sfiora i quattro milioni di persone, metà delle quali provengono da paesi appartenenti alla stessa Unione Europea. La presenza straniera nel nostro paese, croce e delizia del sistema socio-economico italiano, divide l’opinione pubblica: i trapiantati forniscono un’importante nonché fondamentale apporto al sistema lavorativo italiano ma avanza, al contempo, l’allarme sicurezza. I recenti atti criminali compiuti per mano di immigrati e gli atteggiamenti xenofobi degli italiani verso gli stranieri sottolineano l’importanza di mettere a punto importanti strategie di controllo, da un lato, e di integrazione, dall’altro. &lt;br /&gt;Ma la situazione attuale come viene vista dall’occhio di coloro che, emigrati dal proprio paese di origine, cercavano una nazione in cui vivere meglio? Proviamo a rispondere a questa domanda con le parole di un ragazzo egiziano (dall’italiano pressoché impeccabile), immigrato nella nostra capitale da circa 3 anni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come mai hai deciso di lasciare il tuo paese per trasferirti in Italia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Perché se fossi rimasto in Egitto avrei dovuto fare obbligatoriamente il servizio militare, della durata di 3 anni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E tu non vuoi prestare il servizio di leva?&lt;/strong&gt;Si, lo voglio. Ma per il momento preferisco lavorare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual era la tua attività in Egitto?&lt;/strong&gt;Studiavo giurisprudenza all’Università.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come si vive in Egitto?&lt;/strong&gt;Bene, ma è un paese in cui la vita costa molto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con ciò che guadagni riesci a mandare qualche soldo a casa?&lt;/strong&gt;Si, poco, ma riesco a mettere da parte qualcosa da inviare alla mia famiglia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come mai hai scelto Roma come città nella quale trasferirti?&lt;/strong&gt;Avevo un contatto con una persona che mi ha offerto un posto di lavoro in una pizzeria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché molti scelgono di emigrare in Italia?&lt;/strong&gt;Secondo me perché si può fare quel che si vuole. Io, per esempio, volevo lavorare e qui lo posso fare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hai fatto nuove amicizie in questi tre anni?&lt;/strong&gt;No, le persone con cui passo il tempo sono le stesse che conoscevo già prima di trasferirmi in Italia, i miei compaesani. Ho stretto amicizia con pochi, anzi pochissimi italiani.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hai mai notato atteggiamenti razzisti nei tuoi confronti?&lt;/strong&gt;Si, c’è stato qualcuno che ha avuto comportamenti poco amichevoli nei miei confronti, ma non per questo penso che gli italiani siano un popolo di razzisti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi non è per questo motivo che non hai fatto nuove conoscenze.&lt;/strong&gt;No, preferisco la compagnia delle persone che, come me, hanno lasciato l’Egitto per trasferirsi in Italia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ti senti integrato nel contesto italiano?&lt;/strong&gt;Non credo di essermi integrato appieno e la nostalgia di casa a volte è davvero tanta. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa ti manca di più del tuo paese?&lt;/strong&gt;La mia famiglia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Progetti per il futuro?&lt;/strong&gt;Al momento attuale voglio rimanere qui per lavorare, ma non ho ancora fatto progetti a lungo termine. Se mi dovessi stancare della vita che conduco qui penso che tornerei a casa.&lt;br /&gt;Nonostante si sia dimostrato subito disposto a rilasciare l’intervista, è emerso un atteggiamento reticente, talvolta contraddittorio. Atteggiamento che è subito cambiato nel momento stesso in cui ho riposto taccuino e penna. Continuando a chiacchierare è emerso un fortissimo attaccamento verso il suo paese ed una forma di ostilità verso l’Italia, luogo in cui non si sente a casa, non si sente integrato. Relativamente agli ultimi fenomeni di violenza, da un lato, e di razzismo, dall’altro, non esprime una posizione estrema e afferma: “Non si può fare di tutta l’erba un fascio. Non ci sono italiani buoni e stranieri cattivi. Ci sono solamente persone che, indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, hanno comportamenti che un paese democratico non può assolutamente tollerare. Penso che gli immigrati non possano permettersi di avere atteggiamenti violenti o comunque scorretti all’interno di un paese che li ospita, ma penso anche, al tempo stesso, che occorra agire per dare avvio ad un processo di integrazione più efficace. È sicuramente vero che molti, come me del resto, finiscono col crearsi una sorta di mini-comunità all’interno del paese ospitante, per avvertire meno la nostalgia di casa e della famiglia, per continuare ad avere le stesse abitudini e consuetudini di quando si abitava in patria. Tuttavia, se riuscissimo a sentirci più accettati, se la gente ci guardasse senza diffidenza, potremmo riuscire a sentirci davvero parte integrante di un paese che non è il nostro. Penso che la soluzione, come sempre, si collochi alla metà esatta di due estremità opposte: occorre solamente trovare il modo migliore per venirsi incontro. E noi restiamo in attesa che la popolazione e le autorità italiane muovano il primo passo, mettendo a punto programmi di integrazione a tutto tondo.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-1185766302575893053?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/1185766302575893053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=1185766302575893053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1185766302575893053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1185766302575893053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/italia-il-paradiso-degli-immigrati.html' title='Italia: il paradiso degli immigrati. Intervista ad un egiziano che vive a Roma da 3 anni.'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-4236917919425430025</id><published>2008-01-08T01:33:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T13:37:23.249-08:00</updated><title type='text'>Economia italiana: da dove cominciare? Malcontento e scetticismo aumentano: ci si sente sempre più poveri.</title><content type='html'>&lt;a href="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:ZNDWEg45Uy7u1M:http://news.tecnozoom.it/img/Euro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:ZNDWEg45Uy7u1M:http://news.tecnozoom.it/img/Euro.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Pressione fiscale, debito pubblico, spesa statale, precariato, pensioni, sanità: questi i problemi che agitano la politica economica della nostra penisola. Tasti dolenti che contraddistinguono l’ormai nota realtà italiana, critiche che vengono instancabilmente mosse all’esecutivo di volta in volta protagonista sulla scena politica del belpaese.&lt;br /&gt;Ma per quanto il risanamento dei conti pubblici sia un problema all’ordine del giorno, l’italiano medio è quotidianamente assillato dal terrore di non riuscire a sbarcare il lunario, dall’ipotesi sempre più reale di dover ricorrere a finanziamenti per far fronte perfino alle comuni spese giornaliere. Il cittadino italiano, fortemente sfiduciato nei confronti delle istituzioni, avverte un continuo disinteresse della classe dirigente verso i temi a lui realmente cari: salute, prezzi, lavoro, casa, scuola, sicurezza. E neppure i sostegni promessi dalla Finanziaria 2008 alle famiglie e alle persone più bisognose miglioreranno le condizioni di difficoltà in cui versano molti italiani. &lt;br /&gt;Fin dall’introduzione della moneta unica europea, i cittadini hanno assistito impotenti alla progressiva diminuzione del potere d’acquisto reale dei salari e hanno puntato il dito contro l’azione dei Governi, gli unici potenzialmente capaci di controllare il livello del reddito nazionale e dell’occupazione. Accettata positivamente la sfida di entrare a far parte dell’Unione Europea, l’Italia non è tuttavia riuscita ad eguagliare gli standard dei maggiori paesi del continente: il risanamento del debito pubblico viene continuamente posticipato e la pesante pressione fiscale congiuntamente al livello netto dei salari (distante da quello lordo erogato) creano un diffuso malcontento.&lt;br /&gt;Considerando utopistica l’idea di poter intervenire massicciamente ed efficacemente sulla miriade di problemi che costellano la realtà economica italiana, occorre che cittadini ed istituzioni affrontino insieme i problemi economici più scottanti. Pensare di poter risolvere le gravi questioni della nostra economia soprassedendo ai problemi pratici che milioni di italiani devono quotidianamente fronteggiare non consente però la loro definitiva risoluzione. Pur sapendo che il controllo dei prezzi è una misura estranea alla cultura economica moderna e liberista, occorre che le autorità si impegnino a vigilare sulle imprese, evitando che abusino della loro posizione nel fissare i prezzi.&lt;br /&gt;I cittadini avvertono fortemente la necessità che la classe dirigente agisca in maniera tale da permettere loro di “riappropriarsi” del salario percepito. Questo l’obiettivo primario che ogni governo dovrebbe prefiggersi: consentire ai cittadini di poter spendere equamente i soldi guadagnati permettendo loro, in tal modo, di  rinnovare la fiducia già espressa in sede elettorale, affinché ci possano essere i presupposti per lavorare ad un reale progresso economico del paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-4236917919425430025?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/4236917919425430025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=4236917919425430025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/4236917919425430025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/4236917919425430025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2008/01/politica-economica-aumenta-lo.html' title='Economia italiana: da dove cominciare? Malcontento e scetticismo aumentano: ci si sente sempre più poveri.'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-6169702148753755641</id><published>2007-12-01T03:36:00.001-08:00</published><updated>2008-02-07T09:01:16.811-08:00</updated><title type='text'>Watergate</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7yQqmSbft_Y"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7yQqmSbft_Y" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Le famosissime fontanelle di Roma. Ma quante saranno in tutto? L'idea di trovare un nasone in ogni punto della città fa sicuramente comodo, ma quanti litri di acqua vengono sprecati ogni giorno? Se si provvedesse a fornire le fontane di erogatori? E poi, questi nasoni, saranno tutti indispensabili?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-6169702148753755641?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/6169702148753755641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=6169702148753755641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/6169702148753755641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/6169702148753755641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/12/watergate.html' title='Watergate'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-8554504842555844831</id><published>2007-11-29T11:20:00.000-08:00</published><updated>2008-02-08T04:31:08.105-08:00</updated><title type='text'>Dalla finestra di casa mia</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s__FyddulEg"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/s__FyddulEg" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non dimenticare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-8554504842555844831?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/8554504842555844831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=8554504842555844831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/8554504842555844831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/8554504842555844831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/11/httpit.html' title='Dalla finestra di casa mia'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-3002318830915316053</id><published>2007-11-24T01:53:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T02:03:23.520-08:00</updated><title type='text'>Tor di Quinto dopo l'uccisione di Giovanna Reggiani</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4Y_ThR8p0wk"&gt; &lt;/param&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4Y_ThR8p0wk" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt; &lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il video che abbiamo girato a Tor di Quinto dopo lo sgombero del campo rom.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-3002318830915316053?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/3002318830915316053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=3002318830915316053' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/3002318830915316053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/3002318830915316053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/11/il-video-che-abbiamo-girato-tor-di.html' title='Tor di Quinto dopo l&apos;uccisione di Giovanna Reggiani'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-2991112892823683751</id><published>2007-11-20T12:18:00.000-08:00</published><updated>2007-11-20T13:13:58.326-08:00</updated><title type='text'>L'aborto selettivo in Cina</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NBKQBb1lI/AAAAAAAAAAQ/7aOT3GmdgNE/s1600-h/Nascere_in_Cina.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135019644487980626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NBKQBb1lI/AAAAAAAAAAQ/7aOT3GmdgNE/s320/Nascere_in_Cina.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di tutti i crimini commessi contro il creato e contro l'umanità questo è fra i più vergognosi (ogni commento è superfluo)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini che seguono sono estremamente dure, ma è doveroso mostrarle perchè fatti così gravi non possono e non devono passare inosservati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NCnABb1mI/AAAAAAAAAAY/1RuMyzBVvJY/s1600-h/Nascere_in_Cina.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135021237920847458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NCnABb1mI/AAAAAAAAAAY/1RuMyzBVvJY/s320/Nascere_in_Cina.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NC5gBb1nI/AAAAAAAAAAg/QLuQOoZ8vyM/s1600-h/Nascere_in_Cina.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135021555748427378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NC5gBb1nI/AAAAAAAAAAg/QLuQOoZ8vyM/s320/Nascere_in_Cina.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Automobili e biciclende passano gettando fango sul cadaverino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le neonate fanno parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.&lt;br /&gt;L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato: "Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NE8wBb1oI/AAAAAAAAAAo/VFdh9I_Twv0/s1600-h/Nascere_in_Cina.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135023810606257794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NE8wBb1oI/AAAAAAAAAAo/VFdh9I_Twv0/s320/Nascere_in_Cina.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://bp1.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NFbQBb1pI/AAAAAAAAAAw/O4Z_R0V5tUs/s1600-h/Nascere_in_Cina.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135024334592267922" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NFbQBb1pI/AAAAAAAAAAw/O4Z_R0V5tUs/s320/Nascere_in_Cina.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Questa persona ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano però nessuno faceva nulla...&lt;br /&gt;Ho scattato queste foto perchè era una cosa terribile...&lt;br /&gt;I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che per la piccina..."&lt;br /&gt;In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I metodi usati, però, causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono pressioni tali allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto".&lt;br /&gt;Questi squadroni catturano le donne "illegamente incinte" e le tengono in carcere finchè non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, nè ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i prorpi "figli illegali"ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.&lt;br /&gt;Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.&lt;br /&gt;Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo il matrimonio e ciò le rende un vero e proprio peso.&lt;br /&gt;Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.&lt;br /&gt;Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro. Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanotrofi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine,un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NGrABb1rI/AAAAAAAAABA/yN4EHyXPuRw/s1600-h/Nascere_in_Cina.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135025704686835378" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NGrABb1rI/AAAAAAAAABA/yN4EHyXPuRw/s320/Nascere_in_Cina.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-2991112892823683751?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/2991112892823683751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=2991112892823683751' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/2991112892823683751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/2991112892823683751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/11/laborto-selettivo-in-cina.html' title='L&apos;aborto selettivo in Cina'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_3N7UWwG0pwA/R0NBKQBb1lI/AAAAAAAAAAQ/7aOT3GmdgNE/s72-c/Nascere_in_Cina.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-1536860578173240836</id><published>2007-10-26T09:14:00.000-07:00</published><updated>2007-10-26T09:37:02.977-07:00</updated><title type='text'>Viva la libertà di espressione!</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SJaBasc_0uQ&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/SJaBasc_0uQ&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un tipico esempio di LOCAL che diviene GLOBAL.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;2007. Terzo millennio d. C. L'uomo esplora lo spazio, la vita quotidiana è sempre più intrisa di ritrovati tecnologici, la scienza compie passi da gigante ma, come risulta evidente dal video, non sempre viene garantita una delle libertà fondamentali ed inalienabili dell'uomo: la libertà di espressione... e se pensiamo che l'episodio in questione ha avuto luogo proprio negli democraticissimi Stati Uniti, i promotori del rispetto dei diritti umani nel mondo, il paese che più di tutti si fa protagonista dell'ingerenza negli affari interni di paesi accusati di violazioni varie... ci sarebbe da rimanere sbalorditi.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Uno strumento alla portata dei più, un semplice cellulare, ha permesso ad uno studente americano di filmare quanto accaduto ad un suo collega universitario e di far conoscere al mondo intero l'arresto di un giovane, accusato (?) di aver posto una domanda "scomoda".&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un episodio che il candidato e la polizia avrebbero voluto far finta non fosse accaduto ma che, grazie ad un telefonino e ad internet (you tube e catena di sant'antonio via e-mail) è stato ampiamente diffuso, creando sconcerto negli spettatori!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-1536860578173240836?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/1536860578173240836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=1536860578173240836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1536860578173240836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/1536860578173240836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/10/viva-la-libert-di-espressione.html' title='Viva la libertà di espressione!'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-7932608270859909606</id><published>2007-10-20T00:30:00.000-07:00</published><updated>2007-10-20T02:31:52.860-07:00</updated><title type='text'>Nell'era della Globalizzazione Internet rivalorizza il "local"</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="366" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iYnJZC75bVM&amp;amp;rel=1&amp;amp;border=0"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/iYnJZC75bVM&amp;rel=1&amp;border=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="366"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In un mondo il cui &lt;em&gt;leitmotif&lt;/em&gt; sembra essere diventato l'omologazione, in cui le informazioni diffuse a livello nazionale trovano sempre più spazio per accogliere cronaca rosa, pettegolezzi e prelibatezze culinarie, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;con stupore notiamo la ricomparsa (sul Web) delle storie che permeano il quotidiano. Le conoscenze informatiche necessarie per rendere pubbliche le nostre opinioni, video e clips sono minime, gli strumenti indispensabili facilmente reperibili ed economici. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il mondo dell'informazione, che ci "impone" su quali notizie focalizzare l'attenzione e, molto spesso, suggerisce l'angolatura da cui farlo, cresce e si evolve grazie all'ausilio di mezzi, le nuove tecnologie, che sono oggi alla portata dei più e che ci consentono di far conoscere la nostra voce, catturando, potenzialmente, l'attenzione di un elevatissimo numero di persone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Come testimonia il video girato all'interno del quartiere torinese di San Salvario, chiunque voglia sottoporre all'attenzione altrui come si svolge la vita nel proprio quartiere, i problemi da fronteggiare e cercare di risolvere, può farlo con estrema facilità. E a quanti ritengono che informazioni così "locali" possano non interessare al pubblico di Internet rispondono le cifre, risponde il numero di visitatori la cui attenzione è stata catturata dalle inchieste "confezionate in casa". &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Stanchi di un'informazione poco attenta alle storie comuni, il Web 2.0 sembra essere la soluzione ai nostri problemi: basta essere al posto giusto nel momento giusto e con la batteria del cellulare carica!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-7932608270859909606?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/7932608270859909606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=7932608270859909606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/7932608270859909606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/7932608270859909606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/10/nellera-della-globalizzazione-internet.html' title='Nell&apos;era della Globalizzazione Internet rivalorizza il &quot;local&quot;'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7448213421012847818.post-5679451556016145682</id><published>2007-10-13T02:25:00.000-07:00</published><updated>2007-11-23T12:13:27.786-08:00</updated><title type='text'>La semplicità è la forma della vera grandezza.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;... è curioso scoprire come, per riuscire a comprendere le verità più ovvie e scontate, ci si impieghi molto più tempo del necessario, scoprire come ciò che abbiamo sotto il naso è spesso difficile da mettere a fuoco: è ciò che ho imparato cominciando a leggere Paulo Coelho. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo (infelice) approccio con l'autore l'ho avuto qualche anno fa attraverso le pagine di "Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto". Ho trovato lo scritto terribilmente elementare, una forma di narrazione così semplice da non catturare la mia attenzione... ma ricordandomi della notorietà dell'autore e del successo riscosso in molte persone da me stimate ho pensato di provare con un altro testo prima di incasellarlo fra gli autori "out". La scelta è ricaduta su quella che allora era la sua ultima uscita: "Undici minuti". Storia più o meno interessante, personaggio accattivante, ma quello stile narrativo così scontato, quelle solite strutture soggetto-predicatoverbale-complemento non riuscivano a farmi appassionare. Grazie all'introduzione (in cui l'autore si scusa con il lettore per l'atipicità della storia in questione) ho compreso che probabilmente non si trattava della composizione ideale per poter avere un'idea più precisa dell'autore... in ogni caso, avvertendo la necessità di uno stile più concitato, ho deciso di archiviarlo per un po'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/kyme/lib/l/L%27alchimista_fronte.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 338px" height="457" alt="" src="http://digilander.libero.it/kyme/lib/l/L%27alchimista_fronte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo qualche anno ho deciso (era ora!) di leggere il suo capolavoro: "L'Alchimista". Quello stile semplice ma diretto, quei termini comuni ma profondi (e sicuramente l'atteggiamento diverso con cui mi sono accostata alla lettura) mi hanno portato ad apprezzare talmente tanto il libro e le idee in esso presenti (che poi scoprirò essere contenute in tutti i suoi scritti) da passare l'estate appena trascorsa "in compagnia" di Paulo Coelho.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La storia è, come immaginerete, molto semplice: un pastore decide di lasciare la propria terra per andare alla ricerca del proprio tesoro, che crede si trovi in Egitto, sotterrato vicino alle Piramidi. Pur non distogliendo mai l'attenzione dall'obiettivo da raggiungere, riesce (grazie all'incontro con l'emblematica figura dell'Alchimista) a prestare attenzione al cammino che percorre, per poi giungere a scoprire che il tesoro è sepolto laddove il suo viaggio ha avuto inizio, e cioè in Spagna, ma che se non avesse seguito questo percorso non sarebbe mai riuscito a scorgere ciò che in realtà era da sempre stato sotto i suoi occhi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da semplice e scontato l'autore si è trasformato ai miei occhi in filosofo entusiasmante ed illuminante. Ho continuato ad apprezzarlo con "Il cammino di Santiago" e, via via, con gli altri testi pubblicati e ho cominciato a vedere i suoi libri non più come storie a sè, ma come un'opera articolata, si, in più scritti, ma con una base comune: ogni uomo ha la possibilità di lasciarsi trascinare dagli eventi che accadono oppure può scegliere di prendere in mano le redini della propria vita per seguire la propria Leggenda Personale. Per coloro i quali propendono per la seconda alternativa - dice Coelho - occorre credere in ciò che si fa, occorre desiderare con ogni parte del proprio corpo di raggiungere il proprio scopo (percorrendo il miglior cammino possibile per farlo), sicchè l'Universo possa cospirare affinchè ciò avvenga.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se oggi mi trovo qui è perchè ho capito che la mia Leggenda Personale si trova altrove rispetto a dove io pensavo si trovasse. Ho accolto la sfida di lasciare un lavoro sicuro e cambiare città per provare a dedicarmi a quello che relamente mi interessa. Vedremo come andrà a finire...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7448213421012847818-5679451556016145682?l=chiarapalermo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/feeds/5679451556016145682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7448213421012847818&amp;postID=5679451556016145682' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/5679451556016145682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7448213421012847818/posts/default/5679451556016145682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://chiarapalermo.blogspot.com/2007/10/la-semplicit-la-forma-della-vera.html' title='La semplicità è la forma della vera grandezza.'/><author><name>Chiara</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11778151616943603707</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='20' height='32' src='http://www.morenochef.it/fragola.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
